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Ricerche Università di Princeton PEAR
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Ricerche Università di Princeton PEAR

Gli studi e i risultati del laboratorio di Ricerca delle Anomalie di Princeton (PEAR) sono stati lo stimolo principale e la fonte d’ispirazione nello sviluppo del Sistema Inergetix-CoRe per me. Questo e’ perché mettiamo questa lettera qui, e sotto la mia corrispondenza con PEAR.

Kiran Schmidt
-~Founder and Chief Scientist~-


La scienza di Inergetix-CoRe e’ basata in parte su un esperimento che durava da più di venti anni, che comincio’ nei tardi anni ’70 e fu attuato alla Princeton University's Princeton Engineering Anomalies Research laboratory.

Lo studio scopri’che differenti persone hanno alti elementi caratteristici individuali di effetto totalmente casuale e di conseguenza totalmente imprevedibile. L’unicità di questi elementi caratteristici porto’ i ricercatori a chiamare tali modelli “firme”. Usando dei filtri, e’ possibile leggere nel rumore bianco del computer (white noise) la firma rappresentativa di ciascuno, la sua descrizione del sintomo, e la sua cura. Una maggiore affinità tra le firme confrontate indica una maggiore risonanza tra l’informazione del cliente, il sintomo e la cura memorizzate nel database del Sistema Inergetix-CoRe.


Brenda Dunne ha scritto:

Data : Lun,26 Marzo2007 13:34 -0500
Da: Brenda Dunne < >
Soggetto: [(PEAR) Chiusura del Laboratorio PEAR
A:

Cari Amici di PEAR,

Come forse già sapete, il programma del Laboratorio PEAR all’Università di Princeton ha chiuso le sue strutture sperimentali alla fine di Febbraio. Nonostante le chiacchiere contrastanti, questo passo non ci e’ stato imposto, ma e’ stato una nostra decisione pensata accuratamente, basata su un gruppo di fattori rilevanti. Abbiamo percepito che avevamo portato a termine quello che originariamente ci eravamo prefissati di fare 28 anni fa, vale a dire determinare se fenomeni anomali relativi alla consapevolezza potevano essere studiati sotto rigorose e controllate condizioni di laboratorio, e quindi, se erano reali e quali erano le loro caratteristiche salienti. L’enorme database prodotto da PEAR ha fornito una chiara dimostrazione che il pensiero umano può produrre piccole ma misurabili influenze su una realtà fisica, e provando numerose intuizioni tra i maggiori termini di correlazione. Ha inoltre dimostrato le basi per diversi modelli concettuali che cercano di accomodare i risultati empirici all’interno di una struttura scientifica. Mentre ci sono ancora molte domande importanti che devono essere indirizzate prima che si possa sperare in una completa comprensione della natura, funzioni, scopi, e utilità di questi fenomeni, ulteriori studi produttivi richiederanno un coordinato approccio interdisciplinare al soggetto, che non e’ stato attuabile sotto le predominanti restrizioni intellettuali e tecnologiche del nostro ambiente universitario.

Stabilite le concrete tecnologie, finanziarie, e risorse umane che sarebbero state richieste per continuare il programma esistente, ci accordammo che il più produttivo ed efficiente uso dei nostri sforzi futuri avrebbe dato la direzione e l’incoraggiamento per una nuova generazione di scolari che potevano continuare gli studi in un più fresco e stimolante campo di investigazione. A questo punto, abbiamo trasferito alcuni pezzi della nostra attrezzatura sperimentale ad uno stimato collega in un’altra università, ed e’ stato iniziato un ampio programma d’archiviazione delle comprensioni di PEAR e del suo database. Noi vogliamo continuare a mantenere e aggiornare periodicamente le Web site di PEAR, che adesso include più di 50 pubblicazioni archiviate e resoconti che possono essere scaricate dalle pagine di Publications e che sono indicate nell’indice del "Current Web Contents" of Thomson Scientific's ISI Web of Knowledge. Noi vogliamo inoltre mantenere la nostra lista mail e divulgare informazioni circa le pubblicazioni e attività future. Andate in cerca di un’antologia con le pubblicazioni di PEAR, attinenti al fiorente campo della medicina complementare ed alternativa che apparirà in una speciale pubblicazione di Maggio su Explore: The Journal of Science and Healing, edited by Dr. Larry Dossey.

I nostri piani futuri comprendono una supervisione del International Consciousness Research Laboratories , , un’organizzazione senza scopo di lucro [501(c)(3)] fondata nel 1996 per promuovere ricerche qualificate, iniziative educazionali, e applicazioni pratiche sulla coscienza in relazione ad anomalie. I membri dell’ICRL agiscono per conto di 20 paesi con una larga gamma di sfondi professionali, e la maggior parte di loro ha avuto connessioni con il programma PEAR nel passato. In aggiunta ICRL e’ affiliata con Strip Mind Media, che ha creato i nostri set di CD/DVD educativi intitolati The PEAR Proposition, (Le Proposte di PEAR), noi anche prestiamo servizio come consulenti a Psyleron, una emergente compagnia in Betlemme, PA che produce una nuova linea di tecnologie per ricerche su individui/macchine, e verso EcoGnosis in Nashville, TN, che indaga sugli effetti del suono, colore, e geometrie sul funzionamento della coscienza umana. Tra tutti gli attuali progetti ICRL ci sono di base alcune indagini REG, lo studio delle strutture di risonanza acustica e attività regionale del cervello, in preparazione per un libro di saggi sulla natura dei “filtri” della coscienza e lo sviluppo di un corso Web per indirizzare il ruolo della coscienza nel mondo fisico. Tutti i fondi dell’ ICRL sono contributi in beneficenza, quindi se siete interessati, e nella possibilità di supportare una o tutte queste attività il vostro regalo sarà veramente gradito.

Noi dobbiamo inoltre continuare ad essere Funzionari della Society for Scientific Exploration ed incoraggiarvi a considerare l’idea di unirvi a quest’organizzazione se non siete già membri.

Sebbene l’era del laboratorio PEAR, di per se, e’ stata completata, noi aspettiamo con considerevole entusiasmo i prossimi capitoli della saga di PEAR. Mentre siamo molto gratificati nelle realizzazioni intellettuali del nostro valido programma di ricerca, noi abbiamo ricavato anche un grande piacere dalla ampia rete di comunicazioni dei nostri amici e colleghi che il nostro lavoro ha attirato, vi ringraziamo calorosamente per il vostro incessante interesse e supporto.

Con la più cordiale stima,

Bob Jahn and Brenda Dunne


Corrispondenza di Kiran Schmidt con una persona di PEAR che non vuole essere menzionata o usare le sue risposte pubblicamente.

citazioni da pubblicazioni :

(1) "Margins of Reality" by Robert G. Jahn and Brenda J. Dunne ISBN 0-15-657246-X

(2)"A Modular Model of Mind/Matter Manifestation (M5)," http://www.princeton.edu/~pear/pdfs/m5.pdf

(3)"Information and Uncertainty: 25 Years of Remote Perception Research," <http://www.princeton.edu/~pear/>

Nota: La maggior parte degli effetti considerati come paranormali come quelli studiati nel laboratorio PEAR, sono designati nello Spazio (o Livello) Informativo del Modello-CoRe anche chiamato Spazio di Coincidenza/Sincronicita’ che e’ considerato complementare allo Spazio-Casuale.

Tutti I commenti e le ricapitolazioni evidenziate in rosa sono quelle di Kiran Schmidt

Domande:

(per favore guardate le citazioni dai risultati delle ricerche attuali cliccando sugli ipercollegamenti )

Domanda: Il segnale statico bianco (white noise) contro lo Pseudo Generatore Casuale

Domanda: Possono gli effetti studiati divenire più pronunciati come modelli di studio o e’ il caso dell’effetto opposto come suggerito dal Modello-CoRe

Domanda: Sono gli effetti osservati il risultato di una consapevole o inconsapevole attività Mentale (Intento)come suggerito dal Modello-CoRe?

Domanda: Quale e’ l’ambiente più utile per ottenere un forte effetto misurabile?

Domanda: Possono gli effetti dello Spazio Informativo essere spiegati nel campo della casualità o e’ un’aggiunta necessaria?

Domanda: Quale e’ il ruolo dell’incertezza negli effetti dello Spazio Informativo

Domanda: Quale significato ha la separazione spaziale o temporale nel Livello Informativo?

Ciò che considero fattori limitanti nei protocolli PEARS

Indicazioni che sono statisticamente modelli rilevanti in eventi casuali apparenti anche nei risultati PEARS

Conseguenze:

1.Prima di tutto abbiamo una chiara indicazione che la Causa della Pseudo Casualità può mostrare effetti che si allontanano dalle probabilità attese. Gli effetti sono in ogni caso non usuali nella direzione o intenzione del test sulla persona o test collaudatori. Questo e’, infatti, l’effetto che il Sistema-CoRe usa per determinare uno schema specifico rilevante della persona.

2. Le ricerche in questa direzione devono essere fondate su risultati individuali, non quelli accumulati su gruppi di persone....perché veramente la più grande tendenza umana possibile annulla l’effetto di ciascuno se visto su una ripartizione di persone abbastanza vasta.....come se si chiedesse “ Quale colore, e’ in media, inclinata ad indossare la maggior parte delle persone”.... si otterrebbe probabilmente la maggior parte delle volte il risultato GRIGIO. Il Sistema-CoRe fa vedere lo stato momentaneo di una persona come un’individuale impronta digitale

3. Nel Modello-CoRe (COincidenceREcognition - Combinazione Riconoscitiva) sul Fenomeno del Livello Informativo, i risultati non sono i risultati dal “Fare” neanche dell’intenzione di una parte della persona, ma da coincidenze, non nel senso di cose insignificanti, ma di Sincronismo. Questo e’ stato dimostrato dal fatto che i test sulle persone, non potevano determinare un cambiamento in concordanza con le loro intenzioni consapevoli verso il più o il meno in un modo indicativo, ma semplicemente la loro presenza lascia un marchio individuale sulla distribuzione statistica dei risultati che chiaramente li distinguono da una pura distribuzione casuale..

4.In ogni modo e questo di nuovo in conformità con il Modello-CoRe, i risultati sono indipendenti di proposito, ma specifici della Persona. Secondo il Modello-CoRe a livello informativo, gli effetti non stanno in una Relazione di Causa-Effetto a qualcosa o qualcuno, essi sono fenomeni sincronistici. Questo non vuol affermare che sono fenomeni imprevedibili al caso, anche se essi non possono essere studiati con le metodologie tradizionali, ma devono invece essere esaminati con cura con differenti strumenti concettuali.

5. E’ uniformemente compreso dal Modello-CoRe che le applicazioni che sono sotto meno restrizioni.....idealmente non causate da niente....di solito chiamate applicazioni casuali, sono i mezzi migliori per studiare questi effetti. Questo significa che tutti gli effetti che sono provati ad essere eliminati dalla scienza tradizionale a causa della loro imprevedibilità, sono realmente il campo di ricerca della “Scienza delle Coincidenze’

6. Solo la Presenza di una Persona al test lascia un’impronta personalizzata in un processo casuale, fisicamente non connesso al processo anche se essi non si rendono conto che tale esperimento e’ eseguito con loro (questo viene mostrato dal PEAR Field-REG experiments).

7. Nei rigorosi studi PEAR solo la divergenza di una possibilità attesa da un parametro di una intenzione-indipendente viene investigata in dettaglio (correlata tra dati alti e bassi), e mostrata come una variazione significativa specifica della persona. In ogni caso, il Sistema CoRe va molto oltre, in ciò che usa varianti significative da centinaia di casi di possibili schemi presentatisi nel fiume dei dati per creare un profilo specifico di un utente.


Domanda: Origine del Rumore Bianco contro il Generatore Pseudo Casuale

I dati sperimentali del laboratorio PEAR oggi dimostrano che (vedi comunicazioni sottostanti)

1.Se si guardano i dati accumulati di tutti i test sulle persone, nessuna significativa deviazione accidentale e’ stata osservata.

2.Se si guardano i risultati di persone individuali, anche non ci sono indicative capacita’ di effettuare deviazioni verso il più e meno, in ogni modo.....

3.Investigando se si ha un orientamento specifico-personale verso il più o il meno INDIPENDENTE dall intenzione cosciente poi si ottiene risultati che deviano significativamente da risultati di puro caso.


At 08:53 AM 6/19/2003 -0400, Kiran Schmidt ha scritto:

> Caro Robert,
> con grande interesse ho studiato le scoperte al vostro programma PEAR
> già da un po’ di tempo. Quello che ho trovato comparando I risultati del
> tuo libro del 1987 con le tue ultime scoperte, tu dichiari che lo strumento
> pseudo casuale non mostra correlazioni laddove precedentemente
> particolarmente nella pagina 122 e 123 tu hai notato una sorprendente similarita’,
> e dalla tavola D, posso vedere queste scoperte erano fondate su centinaia di migliaia di prove.
>
> Puoi pensare che questi primi risultati erano difettosi oppure hai un altra spiegazione
> La mia idea e’che veramente per tutti questi anni, e l’accumulazione di tutti questi
> numeri di tentativi un processo di apprendimento collettivo ha sviluppato su
> un livello informativo che potrebbe avere interferito e non essere accaduto con
> l’allestimento del rumore bianco casuale.
>
> Per supportare questa ipotesi mi chiedo se tu hai infatti osservato l’ efficacia
> del generatore peudo-casuale per rifiutarlo e se tu hai usato
> per la maggior parte del tempo lo stesso generatore peudo-casuale > del programma Borland e lo stesso registro.
>
> La mia teoria e’ connessa con uno schema in cui imparare e’ veramente contro
> produttivo per ogni effetto prodotto e osservato in ciò che e’ generalmente chiamato campo delle
> percezioni extra sensoriali....Mi piacerebbe dirti di più circa questo se sei interessato.
>
> con grande valutazione
> e gratitudine per la tua perseveranza in un campo che deve essere stato seminato di spine
>
> Kiran Schmidt

"> >
From: Brenda Dunne < >
Subject: Re: pseudo versus noise random event generator
Cc:

Dear Mr. Schmidt,

Thank you for you e-mail to Professor Jahn inquiring about our
anomalies experiments with pseudorandom sources.  He is out of the
office and has asked me to reply on his behalf.  Please accept our
apologies for the long delay in doing so.

Despite our ongoing efforts to ascertain whether pseudorandom sources
can be affected by operator intention in the same way as random
sources, the results remain ambiguous and most puzzling.  By way of
explanation, the following is a brief summary of the history of this
exploration since the earliest days of our program.  As described in
"Margins of Reality," our initial effort involved replacing the
electronic source element with a feedback array of 31 microelectronic
  shift registers that produced a sequence of feedback array of 31
microelectronic shift registers that produced a sequence of 2 billion
  bits that cycled continuously with a repetition period of about 60
hours, so that, in principle, the only non-deterministic aspect of the
  experiment should be the time of incursion initiated by the
operator.  Switched into the benchmark REG apparatus at an appropriate
location,  this noise source replaced the commercial noise diode and its
conditioning circuitry, but left all subsequent sampling, counting,
and display circuitry, feedback, and software identical to the
benchmark version.  From the perspective of the operator, this system
was virtually indistinguishable from that of the standard REG, and the
experimental protocols employed were identical.  The results of the
29 series generated on this device indicated significant shifts in the
means of the output distributions, consistent with the results seen
with the true random source. Upon closer investigation, however, the
ramped sampling mechanism was found to introduce a previously
unrecognized random element into the ostensibly deterministic
pseudorandom data generation process.  Its label of "pseudorandom" is
thus not technically accurate, although it has proven useful for
distinguishing this device from the diode REG and from the fully
deterministic ATPseudo experiments conducted later.

The system was modified to eliminate the ramp, and a small dataset was
generated with overall results that were statistically null.  It might
be noted, however, that this dataset was produced primarily by only
two operators, one of whom achieved results consistent with intention
and the other results strongly opposite to intention!

At about that time desktop computers became available, and a new, more
substantial experiment was initiated.  This one was based on a
computer-generated pseudorandom algorithm, developed from a commercial
randomization algorithm and seeded by a combination of the current
time and microsecond timer count between the setup and start
keystrokes by the operator, and was thus fully deterministic in
character.  Referred to as the "ATPseudo" experiment, since it was run
on an IBM 286-AT computer, this study produced a total of 482 series,
each of 1000 trials per intention.   Statistical analyses based on
overall mean shifts in the directions of intention indicated no
anomalous effects.

More recently, a fourth pseudorandom study was undertaken in which the
operator was presented with runs of trials, similar in appearance to
those produced in most of our other REG experiments, but where trials
from a standard REG and those from a pseudorandom algorithm were
interspersed.  Thus, although the operator was aware that half the
trials were pseudorandom, he/she had no way of knowing which trials
were which.  Once again, the results were ambiguous, with some
suggestion of an anomalous effect on the pseudorandom data, but in a
manner that was not consistent across operators, and no apparent
effect on the random data.  This uncertainty, along with the
appearance of similar inexplicable trends in other experiments, led us
to consider alternative modes of analysis that might provide a clearer
understanding of these elusive effects.

The ATPseudo database has now been re-evaluated using a chi-squared
test optimized for detecting mean-shift deviations that are consistent
for a given operator under a fixed set of environmental conditions,
without regard to their consistency across changes in environment
and/or operator. (In contrast, the standard methods we have used in
older experiments are tantamount to assuming that all operator
performances are interchangeable, and thus their statistical
sensitivity will be severely diluted by idiosyncratic variations.)  In
this re-examination, the ATPseudo data still appeared entirely
consistent with chance behavior for both the high and the low
intention.  The "delta" intention, however, measuring the difference
between the high and low intention in each session, showed a
chi-squared value less than two-thirds that expected by chance,
strongly indicating a suppressed variation in this measurable. Further
examination showed that this suppression was driven by a strong
positive correlation between the high and low data in each subset,
with a correlation coefficient of almost 0.4. (A theoretical p-value
for this result would be less than 10^(-4), although it is dangerous
to take such figures at face value in a retrospective test.)  In other
words, while the high data and the low data are consistent with chance
when examined individually, the high and low results in each database
are much more similar than would be predicted by theory. This cannot
due to an idiosyncrasy or bias in the REG algorithm, because the
baseline data display no such correlations.  The baseline data are
also statistically normal when considered in isolation, and they show
only chance-level correlations with either active intention.  The
re-analysis therefore strongly suggests the presence of an anomalous
effect in the original data that is associated with intention, but
appears not to distinguish between the directions of the two active
intentions.
We are currently in the process of applying this
chi-squared test to some of our other existing databases, including
the various pseudorandom versions.

So now you know as much as we do about anomalous effects on
pseudorandom sources; namely, very little!  But at the very least, I
hope the above explanation helps to clarify some of your concerns.

Your observation that learning may actually be counter-productive to
the production of anomalous effects is quite consistent with our own
growing suspicions that these phenomena arise from the unconscious,
and that the conscious mind may inhibit their expression.
These idea
are developed at some length in our paper entitled "A Modular Model of
Mind/Matter Manifestation (M5)," and "Information and Uncertainty: 25
Years of Remote Perception Research," both of which can be downloaded
from the Publications page of our website
http://www.princeton.edu/~pear/. <http://www.princeton.edu/~pear/.%A0>
We invite you take a look at them and share your reactions with us.

Sincerely,

Brenda Dunne
PEAR Laboratory Manager

-->

At 12:51 PM 9/14/2003, Kiran ha scritto:
> Caro ***
>
> e’ stato cosi’ bello scoprire la tua lunga e veramente onesta risposta dopo essere tornato
> dalla mia vacanza. Come tu puoi vedere sul mio Website www.bioenergeticMedicine.org,
> ho studiato dettagliatamente le tue pubblicazioni, ricavandone una grande ispirazione
>
> Sei a conoscenza che alcune compagnie stanno usando materiali piuttosto pesanti per
> pubblicizzare i loro sistemi radionici con ragionamenti assai discutibili nel giustificare
> l’uso di un identico rumore bianco
> In una pubblicazione COMED del Giugno 2003, una delle più importanti riviste alternative tedesche
> sulla salute, apparve un articolo campione che usava diversi grafici dal tuo libro
>
> Ho alcune idee e suggerimenti su come trovare deviazioni su test di persone specifiche
> e il tuo approccio Chi-quadrato e’un possibile approccio per un analisi di risultati più qualitativa e >non solo quantitativa
> Sto preparando una risposta più prolissa su questo argomento, ma per favore stai con me per un po’
> mentre prima ho a che fare con del materiale che si e’ accumulato durante la mia vacanza.
> Puoi anche trovare molte informazioni sul mio Website www.bioenergeticMedicine.org
>
> Distinti saluti,
> e grazie di trovare il tempo per rispondermi.
> Kiran Schmidt



Domanda: Possono gli effetti studiati divenire più pronunciati come strumenti di studio o e’ il caso dell’effetto opposto come suggerito dal Modello-CoRe

Particolarmente Rupert Sheldrake ha patrocinato che l’apprendimento aumenta l’efficacia nel campo paranormale proprio come nelle nostre comuni esperienze quotidiane, in ogni modo il Modello-CoRe sta prevedendo un effetto inverso. Particolari risultati dal progetto PEAR Remote Viewing, indica che l’aumentato esercizio e precisione, possibilmente entrambi nella parte dei partecipanti, cosi’ come l’esperimento protocollo conduce veramente ad una diminuzione dell’ effetto misurabile, questo e’ un fatto di supporto per il Modello-CoRe che sostiene che l’incertezza e’ la caratteristica più importante dello Spazio Informativo (Coincidenza) comparato alla Spazio Casuale.

Da (3) pagina 207: “ In ogni modo, durante il corso del programma ci sono state considerevoli diminuzioni di rendimento anomalo che apparivano essere associate con l’attenzione crescente dei partecipanti, e la relazione sopra, la progressivamente la più dettagliata forma descrittiva con la corrispondente riduzione nel concetto del trascritto responso libero accompagnatorio.


Domanda: Sono gli effetti osservati il risultato di una consapevole o inconsapevole attività Mentale (Intento) o qualcos’altro come suggerito dal Modello-CoRe

Particolarmente chiaro e’ dimostrato nel cosi’ chiamato Campo sperimentale REG (Field-REG), in cui I partecipanti non erano neanche a conoscenza dell’esperimento o della presenza del Generatore di Eventi Casuali (Random Event Generator REG) il cui intento ha nel migliore dei casi un effetto addizionale ma non e’ essenziale per il risultato. L’Intento e’ chiaramente un concetto derivato dalla Casualità del punto di vista, e qui di nuovo il Modello-CoRe ottiene supporto in ciò che nessuna causa deve essere presente, in qualsiasi impercettibile forma, per manifestare il fenomeno osservato.

Da (2) pagina 299: “ in contrasto a comuni supposizioni, il riesame dei diversi grandi database da questo laboratorio solleva dubbi che tali effetti sono prodotti dall’attenzione diretta della mente consapevole”

Da (2) pagina 303: “In contrasto, altri progetti in cui il resoconto era rudimentale o totalmente assente, o dove i compiti sembravano molto più difficili o illogici per essere portati a termine dall’operatore, hanno prodotto sorprendentemente forti risultati.”

Da (2) pagina 306: “ Non sembra chiaro che c’e’ una piccola corrispondenza positiva di una prestazione di un operatore con il grado di attenzione consapevole come scopo”

Da (2) pagina 307 : “In un numero di esperimenti, il più considerevole condotto recentemente in un enorme laboratorio di studio REG, le anomalie dei risultati sono passate da una correlazione diretta del significato di cambiamento con le intenzioni dell’operatore, a un assortimento di non richieste anomalie strutturali nel database che collettivamente compone come un livello simile di tendenze statistiche da aspettative casuali. Fino da queste aberranti Sub-correlazioni non erano consapevolmente considerate, lasciate da sole a desiderare, dagli operatori partecipanti o sperimentatori in ciascuno di questi studi, sembrerebbe di nuovo che altro che processi di consapevolezza mentale possono essere coinvolti.”

Da (2) pagina 324: “ Effettivamente, nella maggior parte delle situazioni (riguardante il campo REG) i partecipanti non erano a conoscenza della presenza dello strumento. Dall’altro lato, abbiamo adesso perduto le principali correlazioni di tutti gli altri esperimenti delle macchine\umane, chiamate le pre- determinate intenzioni dell’operatore. Cosi’ mentre e’ chiaro che la scatola risponde a qualche possesso mentale del gruppo, e’ meno chiaro quale questo possesso collettivo potrebbe essere.”


Domanda: Qual e’ l’ambiente più utile per ottenere un forte effetto misurabile?

Ulteriori studi saranno necessari per trovare quali misure sono di sostegno per ottenere un forte effetto misurabile. Il Modello-CoRe anticipa che non sono particolari strategie o peculiarità degli individui che sono importanti ma lo stato di queste persone, particolarmente quando essi possono essere tenuti al di fuori di una cornice di casualità posta nella mente e nelle emozioni.

Da (2) pagina 306 : “Dove ci sono aspetti più generici ed impressionistici delle scene scelte per bersaglio, tendono ad essere percepite molto più prontamente che i loro obiettivi o dettagli specifici.”

Da b(2) pagina 318: “...ne segue che sistemi con obiettivi fisici implicano un processo caotico o complesso, forte non-lineare, dominio dell’intricata fisica quantistica, o anzi altri processi rappresentati da alti gradi di dinamica incertezza offrirebbero grandi possibilità per dialoghi con i corrispondenti stati mentali. Storicamente non c’erano obiettivi di scelta nelle precoci menti/ materia di esperimenti.”

Da (3) pagina 219: “ ....era veramente l’istruita sottosistemazione che produsse il più grande effetto misurabile.”


Domanda: Possono gli effetti dello Spazio informativo essere spiegati nel campo della Casualità o e’ un’estensione necessaria?

Si può vedere da queste citazioni che l’idea di un regno complementare a questa casualità’ non e’ nuova al Modello-CoRe, ma e’ stato proposto da alcuni dei fisici più rinomati, in ogni caso sembra che adesso nel campo della medicina energetica questa ipotesi trovi un forte supporto.

Da (2) pagina 320 : (Citazione da Max Planck): “Una volta deciso che la legge della casualità e’ senza dubbio un elemento necessario nel processo del pensiero umano, abbiamo fatto uno sgombro mentale per l’approccio alla domanda della sua validità nel mondo della realtà”

Da (2) pagina 320: (Citazione da Niels Bohr): “...l’ impossibilita’ di un’acuta introspezione che distingue tra il soggetto e l’oggetto come e’ essenziale all’idea della casualità, sembrerebbe fornire l’azione naturale per il sentimento di volontà libera.”

Da(2) pagina 320: (Citazione da Pauli): “Nella fisica comunque non si parla di riproduzione del se “archetipo”, ma di leggi statistiche che involvono di natura probabilità primarie, ma entrambe le formulazioni incontrano la loro tendenza per estendere la vecchia limitata idea della causalità (determinismo) verso una più generale forma di connessione.”

Da (3) pagina 232: “E’ come il “rumore” del processo casuale fornisce il materiale grezzo essenziale per cui la mente dell’operatore e’ capace di fabbricare un piccolo ammontare di “segnali” ordinati”

Da (3) pagina 234: “Entrambe le rappresentazioni di Jung e la nostra enfasi che la causa e la sincronistica prospettiva o realtà sono complementari, piuttosto che reciprocamente esclusive. Jung sostiene che la “coincidenza” di un evento sincronistico avviene perché gli eventi fisici sono della stessa qualità come gli eventi psichici e perché tutti sono l’indice di ciascuno e la stessa situazione passeggera. La nostra rappresentazione di questo concetto parla dell’emergenza di entrambe le esperienze cognitive e eventi fisici da un comune substrato sottostante della mente inconsapevole e la indifferenziata potenzialità del mondo fisico.”


Domanda: Qual e’ il ruolo dell’incertezza negli effetti dello spazio Informativo.

Diviene ovvio dalle ricerche PEAR cosi’ come da centinaia d’anni d’esperienza nella Radionica e adesso con la Radionica computerizzata nel Sistema CoRe gli eventi casuali sono un vero e appropriato mezzo per osservare e studiare gli effetti nel Regno Informativo.

Da (2) pagina323: “A questi riguardo, potremmo notare che fino dal vero concetto di “incertezza” e “probabilità”, includono le loro osservazioni oggettive, inevitabilmente implica caratteristiche soggettive, potrebbe essere che solo all’interno di tale stato vincolato d’incertezza le fondamentali probabilità binarie possono essere influenzate, e perciò la meta soggettiva diventa oggettivamente manifesta. In breve la mente dell’operatore deve entrare in uno stato “illogico”....

Da (2) pagina 323: “Considerando il ruolo critico dell’incertezza in questa trasmutazione di informazioni, ci aspetteremmo che quelle caratteristiche delle scene che istrionescamente esigono la minor precisione di specificazione, per esempio, gli aspetti più generali ed impressionistici, dovrebbero sopravvivere a questo guanto di sfida meglio delle caratteristiche che richiedono una definizione più acuta.”

Da (3) pagina 230: “...tutti gli sforzi per accrescere gli effetti con maggiori analisi tecniche in modo progressivo non sono solo fallite, ma si sono rivelate anche contro-produttive.”

Da (3) pagina 231: “Sembra che come i perspicaci diventano più familiari con le domande raffigurate, le loro impressioni soggettive erano sempre di più guidate e da loro circoscritte, come se le domande fossero state stabilite nella cornice informativa per le loro risposte. L’originale risposta-libera esperimento percettivo lontano ha preso la caratteristica di scopo con molteplice-scelta e il luogo dell’esperimento si e’ spostato dal regno dell’intuizione a quello dell’intelletto.

Da (3) Pagina 232: “...Tuttavia, ciascun incremento di raffinamento analitico sembra avere risultato con una sistematica riduzione non del “rumore” (noise), ma del “segnale” stesso. Questo solleva in qualche modo la radicale possibilità che la manifestazione di anomalia possa veramente richiedere un certo grado di rumore reale, o incertezza, in cui abbiamo investito un sacco di sforzi per ridurla.”

Da (3) pagina 232: “ E’ come se il “rumore” del processo casuale provvedesse il materiale grezzo essenziale per cui la mente dell’operatore diviene capace a costruire un piccolo ammontare di “segnali” ordinati. Tali effetti non sono affatto limitati alla ricerca esplicita di anomalie, simili orientamenti da aspettative canoniche possono essere trovati nelle applicazioni d’ingegneria contemporanea “Risonanza stocastica”, nella quale un deliberato aumento complessivo del livello del rumore in un certo tipo di laser o circuito elettronico sensitivo possono veramente intensificare la scoperta della debolezza, segnali fluttuanti.”

Da (3) pagina 235: “Tuttavia, il modello di Jung, l’antica tradizione divinatoria, teoria evolutiva, allo stesso tempo ricerca elaborata di segnali, e anomalie dell’uomo/macchina tutto suggerisce che il rumore può essere un componente richiesto nel processo della generazione di segnali, e che la casualità lineare oggettiva potrebbe non prevalere sotto queste circostanze.”


Domanda: Quale significato ha la separazione spaziale o temporale nel Livello Informativo?

Veramente un fatto da molto acquisito in tutte le forme di scienza paranormale e’ che questi effetti sono invariabili nello spazio e nel tempo e di conseguenza non c’e’ bisogno di presupporre nessuna forma di segnali medium che dovrebbero portare questo genere di informazioni da A a B. Questo e’ difficile da immaginare dimostrando quanto la nostra mente sia abituata a pensare in termini di tempo e spazio.

Da (3) pagina 221: “...non ci sono correlazioni rilevanti d’effetto misurabile sia con la distanza o col tempo. In particolare, quando una regressione dei dati e’ rilevata come una funzione del quadrato reciproco della distanza, il risultato specificamente dimostra l’errore di qualsiasi 1/r2 dipendenza di “segnali” anomali.”


Ciò che considero fattori limitanti nei protocolli PEAR

EAnche se le persone alla PEAR sono certamente tra gli uomini più coraggiosi, sono pero anche bloccati nella contemporanea “ buona pratica scientifica”. A questo riguardo mi torna in mente la conferenza-Culto di Feyman, in ogni modo quello che Feyman, e certamente molti dei partecipanti non hanno realizzato e’ che questo comportamento come Culto appartiene maggiormente alla scienza contemporanea, dove gli esperimenti sono incessantemente intrappolati dentro lo stessa cornice di tempo-test concezionali solo con la speranza che ciò che ha funzionato in passato funzionerà anche nel futuro.
Ciò che si può chiaramente vedere nelle oneste risposte di *** sono queste assunzioni-tempo-test come:
1. La particolare psicologia operata di questi esperimenti non e’ stata data un’attenzione sistematica, sebbene sia riconosciuto che questo e’ un parametro importante.
2. Lo Stato (Essere) dell’operatore di questi esperimenti non e’ stata data un’attenzione sistematica, sebbene sia riconosciuto che e’ un parametro importante.
3. L’effetto misurabile in questo genere di esperimenti e’ di solito molto lieve, perciò i risultati di molti test su persone devono essere combinati e ripartiti proporzionalmente per ottenere un database abbastanza ampio da avere una statistica significativa.(In ogni caso le ricerche CoRe hanno veramente rivelato che in questa ripartizione che copre l’effetto attuale, la “ripartizione individuale” non verra’ mai provata d’avere qualche talento rilevante, essere vista da lontano o suonando il piano).
Per essere chiaro Io batto le mani alla PEAR per il loro in qualche modo straordinario lavoro, ma non credo che andranno...
molto lontano,...dopo tutto loro devono obbedire in larga misura ai classici modi e modelli di lavoro per non perdere completamente i fondi e la reputazione.
Particolarmente nei sistemi della radionica computerizzata, stiamo cercando di trovare aberrazioni statistiche di dati per un “Certo Numero di Persone” ma per le persone di fronte a noi in un preciso momento.

Ecco degli estratti scelti dall’e-mail:
Kiran ha scritto:
> 1. Sento che la più grande manchevolezza nel modo in cui PEAR ha organizzato
> le ricerche fino ad ora si trova nel fatto che (citazione dalle vostre pubblicazioni)
>” Nessuna documentazione e’ stata mantenuta sulla relativa efficacia delle varie
> strategie personali”. E Io sono quasi sicuro che questo va contro allo scopo che
> l’esperimento dovrebbe essere riproducibile in altri posti senza ingegnosità di
> persone specifiche. In ogni modo, che questo nuovo genere di fenomeni
> sono intrinsecamente legati alle qualità individuali delle persone, per tralasciare
> questo come una variabile come “investigare la resistenza elettrica” senza prendere
> nota di “che tipo di differenti generi di materiale” con cui uno sta lavorando.
> Il nostro attuale punto di vista di esseri umani e’ severamente diviso,
> scientificamente noi trattiamo gli umani come se fossero tutti uguali
> (maggiormente visto oggi nei test e trattamenti medici) e personalmente
> ciascuno di noi crede di essere unico e rifiuta qualsiasi tentativo o anche
> essere messo in qualsiasi classe tipologica. Entrambe sono chiaramente inutili.
> Il mio suggerimento perciò sarebbe di focalizzarsi sulla domanda, quali strategie,
> ambiente, storia personale, caratteristiche individuali e più di tutto “lo stato della mente,
> emozione e consapevolezza” da’ questo genere di effetto misurabile
Kiran ha scritto:
> 2.la seconda e più grande ostruzione in questo genere di ricerche si esprime per esempio
> in scritti come questo “E’ come se il “rumore” del processo casuale provvede l’essenziale materiale >grezzo su cui la mente dell’operatore e’ capace di costruire una piccola quantità’ di “segnali”
> ordinati. E’ cosi’ difficile andare indietro verso la vecchia verità esoterica molto chiaramente espressa >nel Tao Te Ching “ che non per tutti i fenomeni osservati, ci dobbiamo immaginare
> come “colui che Agisce”. Molti fenomeni particolarmente nelle sfere più sottili non sono connessi
> con noi, in noi come colui che fa, ma sono fortuiti, forse riflessi del nostro stato.

Kiran ha scritto:
> 3. Questo mi porta al terzo punto, la costante confusione della “Mente”
> con la “Consapevolezza”. La migliore esposizione contemporanea della differenza tra Funzioni
> come Intellettuale o Emotiva e Consapevolezza dall’altro lato e’ data nei lavori di Peter Ouspensky di >cui ci sono anche citazioni nel vostro “Margini di Realtà”, la lettura
> qui più raccomandabile e’ il suo “L’evoluzione Interiore dell’Uomo”. Finche’ non ammettiamo
> che la vecchia verità che e’ dietro le funzioni psicologiche esiste, un “osservatore
> senza parole” la cui presenza ha gradi differenti nelle persone e anche dipende dalle circostanze
> e dalle tecniche psicologiche, saremo sempre sorpresi che il nostro Intento intellettuale ha una direzione ma i risultati misurabili vanno in un altra direzione, come i vostri esperimenti anche dimostrano. Questo e’ cosi’ perché Intelletto ed Emozioni sono subordinate allo stato della Consapevolezza..



Indicazioni che sono statisticamente modelli rilevanti in eventi casuali apparenti

anche trovati negli studi PEAR

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Sent: Thursday, February 12, 2004 9:56 AM
Subject: Re: [Fwd: pseudo versus noise random event generator]
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Kiran ha scritto:
4. Credo che state andando nella giusta direzione e questa e’ anche la linea di sviluppo
> che sto inseguendo con il Sistema-CoRe che consiste di trovare nel caso significative
> aberrazioni nel database totale (ad esempio chi-quadrato) e non limitare le vostre
> ricerche solo a quello che era l’intento intellettuale (deviazioni verso il più o il meno)
> ma scoprire quella modificazione predominante del modello che diviene apparente
> su una base statistica individualizzata. A questo proposito sarebbe buono usare i generatori
> di Numeri Pseudo Casuali con sequenze di lunghi modelli in confronto alla lunghezza
> di ciascuna prova. In questo modo il test di una persona potrebbe “scegliere” più
> chiaramente modelli definiti con appena il tempo necessario per premere il bottone start.


Vedere anche:



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